Ambientazione

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“Quello che abbiamo qui è un piccolo angolo di paradiso. E niente attira un serpente come il paradiso.”

Una Terra di balsamo e virtù

I padri dei nostri padri hanno attraversato il deserto per giungere qui, nell’estremo West. Nella terra che il Re della Vita gli aveva predestinato. Sono fuggiti dall’ Est, terra di perdizione e dissolutezza. Qui hanno eretto una Società basata sulla Fede e sulla giustizia. Un’utopia, regolata dalle norme del Libro della Vita, la parola del Re della Vita.  
Al limitare del deserto, la Sua Volontà ci ha dato una terra feconda e benedetta, ad immagine e somiglianza del giardino perduto da cui l’umanità è stata cacciata per il peccato della prima donna generata. In questa terra prospera, i padri dei nostri padri hanno fondato piccoli villaggi, detti Rami dell’albero del Re della Vita; hanno chiamato il primo di essi Eden Gate, poiché si trova sulla soglia che separa questa terra gravida che il Re della Vita ci ha donato dal deserto.

La Fede nel Re della Vita

Il Re della Vita è il Padre di tutte le cose, ad ha sovrintendenza su ognuna di esse, ovvero ogni cosa che esiste sottostà alla sua responsabilità e al suo giudizio. La sua parola è il Libro della Vita. I suoi ministri sono i Cani nella Vigna. Egli è amore e giudizio, insegnamento e castigo. Al di fuori di Lui, non c’è Vita e non c’è Salvezza. Tutti sono i Figli del Re della Vita e tutti si chiamano tra di loro Fratello o Sorella, per ricordare che sono tutti sullo stesso umile piano di fronte al Re di Tutte le Cose. 

La società della Sovrintendenza

Il Re della Vita sovrintende su tutte le cose e ha disposto un luogo preciso per ognuna di esse. Egli ha disposto che ciascun uomo si curasse diligentemente di ciò su cui ha Sovrintendenza e che obbedisse umilmente all’uomo che ha Sovrintendenza su di lui.  Per questo la società è organizzata capillarmente secondo una rigida gerarchia di sovrintendenze, esemplificata dal seguente schema.

Nel disegno del Signore della Vita, ogni cosa ha un suo posto e ci si aspetta dal sovrintendente dedicato che essa venga mantenuta in ordine. Quanto all’individuo, come vedi, egli non ha Sovrintendenza sul proprio ruolo nella sua famiglia, nel Ramo e nella Fede. Questa appartiene al sovrintendente predisposto. Il Sovrintendente del Ramo ha responsabilità sui Sovrintendenti delle Famiglie, deve curarsi dei loro problemi e assicurarsi che assolvano ai loro doveri. Inoltre, il Sovrintendente del Ramo può incaricare i suoi consiglieri di farne le veci nella risoluzione di un particolare problema.

Ogni Sovrintendente dovrebbe curarsi solo di ciò su cui ha Sovrintendenza diretta senza preoccuparsi di ciò sovrintende indirettamente. Ad esempio, il Sovrintende del Ramo si curerà dei Sovrintendenti delle Famiglie, ma non dei membri stessi delle famiglie, , che sono per l’appunto responsabilità diretta dei Sovrintententi delle famiglie. A meno che un Sovrintendete delle Famiglie lo chieda esplicitamente. Infine, come sta scritto nel Libro della Vita, ognuno verrà giudicato per come ha assolto ai doveri della propria Sovrintendenzae per l’obbedienza che ha portato a chi aveva sovrintendenza su di lui. La Società della Sovrintendenza viene approfondita ulteriormente nella tematica dei Desideri Individuali.

Dall’Orgoglio all’Omicidio

Il vigore di un Ramo si fonda sulla Sovrintendenza, sul fatto che ciascuno si prenda cura di ciò su cui ha responsabilità, adempia ai doveri del proprio ruolo sociale. Poiché il Ramo è saldo solo se ognuno compie il proprio dovere con umiltà, un piccolo atto di orgoglio può essere il seme infetto che lentamente avvelena l’intera comunità.

  1. L’Orgoglio. Orgoglio vuol dire che ritieni di meritare qualcosa di più di quello che ti spetta, qualcosa di più di quello che hanno gli altri. L’Orgoglio è il germe infetto dell’Ingiustizia.

  2. L’ Orgoglio si manifesta come Ingiustizia. Il tuo Orgoglio, l’aver preso per te più di quanto ti è dovuto, comporta che qualcuno venga privato di quanto gli spetta. Questa è l’Ingiustizia, qualcuno è costretto a subire una situazione asfissiante o insopportabile.

  3. L’Ingiustizia porta al Peccato. L’Ingiustizia non è priva di conseguenze. Essa è destinata ad esplodere nel Peccato, la trasgressione dei dettami del Libro della Vita. Il peccato è un atto empio ed irrimediabile che espone la comunità agli attacchi demoniaci.

  4. Il Peccato apre le porte all’ attacco dei Demoni. La presenza del Peccato attira i Demoni e le loro influenze funeste. Queste si manifestano tramite gli attacchi Demoniaci,  orrende sciagure che si abbattono sull’intera comunità, per portarla alla rovina.

  5. I Demoni sibilano la Falsa Dottrina ed il Culto Corrotto.  Il Peccato, aver tradito il Re della Vita, causa sensi di colpa. Per placarli, un peccatore abituale si convince di essere nel giusto e modifica la dottrina ortodossa per placare la sua coscienza e giustificare il proprio Peccato. Il culto officiato da costui è il Culto Corrotto.

  6. Falsa Dottrina ed il Culto Corrotto dilagano come Falso Sacerdozio e Stregoneria. Colui che ha creato la falsa dottrina cercherà inevitabilmente conferma in altri. Quando l’eretico acquista un seguito egli compie il falso sacerdozio e viene chiamato dai Giusti nella Fede come Stregone. I seguaci dello Stregone sono cultisti convinti, peccatori e orgogliosi. Quello che conta è che ora l’eresia ha la forza di una sottocomunità dietro di sé.

  7. Voltare le spalle al Re della Vita porta all’Odio e all’ Omicidio. L’Omicidio è l’apice della dottrina malata della Stregoneria, sinistra ed inquietante, che promette altri terribili omicidi a venire. L’ Omicidio è il seme dell’ odio che spingerà l’intera comunità nel baratro.  

I Cani del Re della Vita

I Cani sono i ministri del Re della Vita, si spostano di Ramo in Ramo portando la posta, danno i nomi ai nuovi nati, celebrano matrimoni, benedicono i malati e officiando funerali.  Ma il loro compito più arduo è arginare le forze demoniache che tentano di disgregare la comunità. Gli Stregoni sono coloro che professano la Falsa Dottrina, praticano il Culto Corrotto, sono i Falsi Sacerdoti di una setta empia, che minaccia di sprofondare l’intera Comunità nell’ Odio. È il compito dei Cani, quello di scoprirne i misfatti, giudicarli ed eseguire la sentenza. È il compito dei Cani, salvare la Comunità dal baratro. 

L’Est

Ad Est, oltre il deserto, tutto è peccato, decadenza e avidità. Gli uomini dell’Est chiamano tutto questo Civiltà. Ci sono città enormi, luoghi putridi e disgustosi. Qui la giustizia e la fede sono vane parole. Il denaro qui viene idolatrato come un vitello d’oro, non rimane altro da venerare in questo luogo mesto. I pochi ricchi praticano vizi e violenze innominabili e corrompono la legge per guardare da un’altra parte. La maggior parte della gente patisce la miseria, la malattia e la schiavitù. Incapaci di vedere la luce del Re della Vita, si anestetizzano con le loro usanze corrotte e sacrileghe: fumo e caffè, alcool e prostituzione.